Fable 5 contro GPT-5.6 su un problema NP-hard: la modalità /goal non è una scorciatoia

Charles Azam, ingegnere, ha rimesso in gioco un problema che conosce bene: KIRO, progettazione di reti in fibra ottica su Grenoble, Nizza e Parigi — anelli ridondanti attorno agli hub di distribuzione, rami corti verso i terminali, obiettivo minimizzare la lunghezza totale dei cavi. Un problema NP-hard vero, non un benchmark accademico: per la sola Parigi l’autore stima uno spazio di ricerca nell’ordine di 101223 soluzioni. E ha una baseline personale: anni fa ci passò una settimana scrivendo C++.

Il test, pubblicato il 17 luglio: sei modelli (Claude Fable 5, Opus 4.8, Sonnet 5; GPT-5.6 Sol, Terra e Luna), 30 minuti a esecuzione, con e senza la modalità /goal nativa. Sui tre run appaiati della coppia di punta, Fable 5 produce la soluzione migliore ed è nettamente più consistente: media 32.386 in modalità semplice contro 34.261 di GPT-5.6 Sol (più basso è meglio).

Ma il risultato più utile riguarda /goal: vince 4 prove su 6, eppure peggiora la media per entrambi i modelli (+759 per Fable, +868 per Sol). Non è un interruttore «impegnati di più»: cambia il ciclo di controllo e il percorso di ricerca — a volte trova un bacino migliore, a volte dà più tempo a un’idea sbagliata.

Limiti, dichiarati dall’autore stesso: un solo problema, budget di 30 minuti, poche ripetizioni. Ma codice, prompt e tabelle sono pubblici, e chiunque può rifare il test.

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