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Italia 2070
Che cosa cambia l’intelligenza artificiale nelle imprese, nel lavoro, nell’energia e nelle pensioni degli italiani. Solo numeri che qualcuno ha misurato o previsto, con il nome di chi l’ha fatto.
Le previsioni sull’AI somigliano ai bollettini meteo di montagna: affidabili per domani, sempre più vaghi man mano che si guarda lontano. Questa pagina segue la stessa regola. Dove c’è una misura la mostra, dove c’è una previsione la mostra con la forchetta degli scenari di chi l’ha fatta, dove non c’è niente lo dice.
1 · Imprese
Un’impresa su sei
Nel 2021 il 6,2% delle imprese italiane con almeno dieci addetti usava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale: riconoscimento di immagini, analisi del testo, automazione dei processi. La media dell’Unione era il 7,7%.1
Due anni dopo la quota italiana era scesa al 5,1%, mentre l’Europa saliva all’8,1%. Nel 2022 l’indagine non ha chiesto dell’AI, e per questo la linea salta un anno.1
Poi la curva si impenna: 8,2% nel 2024, 16,4% nel 2025, contro il 20% dell’Unione e il 26% della Germania.1 Il raddoppio dell’ultimo anno coincide però con una domanda più larga: nel 2025 l’ISTAT conta anche l’AI generativa di immagini, video e audio, oltre a quella di testo.2 Per questo il salto va letto con cautela.
Il divario che conta è di dimensione, più che di paese. Usa l’AI il 53% delle imprese italiane con almeno 250 addetti e il 14% di quelle tra 10 e 49, e la distanza fra le due cresce ogni anno.1
2 · Lavoro
Chi è più esposto
Nei dati sulle forze di lavoro del 2023 usati dalla Banca d’Italia gli occupati sono circa 22 milioni. Nel pannello ogni quadrato ne vale centomila.3
La Banca d’Italia ha dato a ogni mestiere un punteggio di esposizione all’AI, costruito su quello che l’AI sa fare nelle mansioni tipiche di quel mestiere (l’indice nasce sui dati americani), e ha diviso i mestieri in tre fasce: bassa, media, alta. Nelle due fasce più esposte lavorano circa 15 milioni di persone.3 È una classifica relativa: dice chi è più esposto di chi, non quanti perderanno il lavoro. Un secondo indice divide poi gli esposti in due. Per circa 9 milioni l’AI è più probabilmente complementare: affianca chi lavora (in verde). Per circa 6 milioni la complementarità è bassa e il rischio è che l’AI sostituisca una parte del lavoro (in terracotta).
Nella fascia più esposta, poco meno di 9 milioni di persone, il conto si rovescia: 4,75 milioni fanno mestieri sostituibili, circa 4 milioni mestieri complementari. Il 54% di chi fa i mestieri molto esposti e sostituibili è donna.3 Sono soprattutto lavori dei servizi, con istruzione elevata e stipendi nella parte alta della scala.
Esposizione vuol dire possibilità, non licenziamento. Il dato più recente va nella stessa direzione: nelle circa 900 imprese con almeno 20 addetti che la Banca d’Italia segue ogni anno, le stime non trovano effetti sistematici dell’AI su occupazione, fatturato per addetto o investimenti, anche se la Banca avverte che l’orizzonte è ancora breve. Il 70% di chi la usa dice che finora non ha cambiato la produttività.4
3 · Competenze
Chi sa usare gli strumenti
Nel 2021 il 45,6% degli italiani fra 16 e 74 anni aveva competenze digitali almeno di base, misurate dall’Eurostat in cinque aree: informazioni, comunicazione, contenuti, sicurezza, soluzione dei problemi. La media dell’Unione era il 53,9%.5
Nel 2025 la quota italiana sale al 54,3%, contro il 60,4% dell’Unione, e l’obiettivo europeo per il 2030 è l’80%.5, 6 L’Italia recupera, ma parte da più indietro. Il salto degli ultimi due anni è grande: la Commissione europea lo collega ai servizi di facilitazione digitale, ma nessuna fonte ne misura il peso, e va letto con cautela.7
La stessa distanza si vede nelle competenze di base degli adulti. Nell’indagine PIAAC dell’OCSE (2023) gli italiani fra 16 e 65 anni fanno 245 punti nella comprensione dei testi e 244 in matematica, contro 260 e 263 della media OCSE. Il 35% si ferma al primo livello o sotto nella lettura, contro il 26% della media.8, 9
E l’AI generativa? Nel 2025 l’ha usata almeno una volta negli ultimi tre mesi il 19,9% degli italiani fra 16 e 74 anni, contro il 32,7% della media europea: nell’Unione solo la Romania fa meno.10 Fra gli studenti la quota sale al 56,1%, contro il 72,0% dell’Unione.
Anche la regola europea è cambiata. Dal febbraio 2025 l’AI Act chiede a chi fornisce o usa sistemi di AI di curare l’alfabetizzazione del proprio personale; da luglio 2026 l’obbligo è più leggero: adottare misure per sostenerla, senza dover garantire un livello.11
4 · Produttività
Lo 0,3% e la forchetta
Dal 1995 al 2024 la produttività del lavoro in Italia è cresciuta dello 0,3% l’anno, contro l’1,5% della media europea.12 In quasi trent’anni fa poco più del 9%: è il punto di partenza di questa storia, la linea punteggiata nel pannello.
Quanto potrebbe aggiungere l’AI? La Banca d’Italia ha fatto tre ipotesi sulla velocità con cui le imprese la adottano, e per i prossimi dieci anni stima +0,2, +0,7 o +1,1 punti di crescita in più ogni anno.4 Il ventaglio mostra dove porterebbero dopo dieci anni (calcolo nostro sulle tre ipotesi). Ciò che lo scenario medio aggiunge, da solo, vale più del doppio dell’intera crescita annua degli ultimi trent’anni.
Le stime prudenti esistono. Per Daron Acemoglu, sugli Stati Uniti, l’AI aggiungerebbe al più circa 0,06 punti l’anno alla produttività totale dei fattori, una misura diversa che non si confronta direttamente con queste.13 La stessa Banca d’Italia avverte che le stime di lungo periodo hanno «ampi margini di incertezza».4
5 · Pubblica amministrazione
Il tribunale e lo sportello
Il dato più solido viene dalla giustizia. Nel 2019 una causa civile durava in media 2.512 giorni, sommando tutti i gradi di giudizio; nel 2025 1.789, il 28,8% in meno. Il penale è sceso da 1.392 a 958 giorni.14
L’obiettivo del PNRR per il civile, 1.507 giorni entro giugno 2026, a fine 2025 non era ancora raggiunto; quello del penale sì.14 Un legame fra questi progressi e l’AI non è documentato.
Dove l’AI entra, lo fa con prudenza. La legge italiana sull’AI, la 132 del 2025, la ammette nella pubblica amministrazione solo «in funzione strumentale e di supporto», con una persona sempre responsabile del provvedimento, e riserva al magistrato ogni decisione su leggi, fatti e prove.15 L’Agenzia delle Entrate, per esempio, la usa per scegliere quali contribuenti controllare e scrive che «gli algoritmi non decidono mai in autonomia».16
Chi ci lavora, intanto, invecchia. Nell’amministrazione centrale italiana più del 40% dei dipendenti ha almeno 55 anni, contro il 27,1% della media OCSE.17 Quanto l’AI cambi il lavoro della pubblica amministrazione, però, per l’Italia non abbiamo trovato una misura.
6 · Sanità
Pochi infermieri, medici in uscita
In Italia i medici non sono pochi: 5,4 ogni mille abitanti, più di un quarto sopra la media dell’Unione. Mancano gli infermieri, 6,9 ogni mille contro 8,4.18 E molti medici stanno per andare in pensione: secondo Agenas, fra il 2026 e il 2038 circa 39.000 medici del Servizio sanitario nazionale usciranno per limiti di età, con il picco fra il 2029 e il 2033.19
Una delle prove più solide sull’AI in medicina viene dallo screening. In Svezia uno studio randomizzato su oltre 105.000 donne ha confrontato le mammografie lette con l’aiuto dell’AI con la doppia lettura tradizionale: con l’AI i tumori trovati sono stati 6,4 ogni mille donne contro 5,0, con il 44% di letture in meno per i radiologi e senza un aumento dei tumori comparsi fra un controllo e l’altro.20, 21 È un dato svedese, su un software e un programma precisi, e non si trasferisce all’Italia così com’è.
In Italia Agenas ha annunciato la sperimentazione di una piattaforma nazionale di AI per i medici di famiglia: 1.500 medici, da gennaio a dicembre 2026, con suggerimenti «non vincolanti».22 Il Fascicolo sanitario elettronico copre il 98% della popolazione, ma la consulta il 28% degli italiani, quanto la media europea.18 Quanto potrebbe far risparmiare l’AI al Servizio sanitario nazionale, nessuna fonte ufficiale lo stima.
7 · Trasporti
Le auto che frenano da sole
Nel 2010 sulle strade italiane sono morte 4.114 persone, nel 2025 2.868.23
L’Unione europea si è data l’obiettivo di dimezzare i morti entro il 2030 rispetto al 2019: per l’Italia vorrebbe dire scendere attorno a 1.590, la metà dei 3.173 del 2019.24 Dal 2019 al 2025 il calo è stato del 9,6%. Da qui al 2030 ne servirebbe uno quasi cinque volte più grande, in un anno in meno (calcoli nostri).23
La tecnologia che aiuta già esiste, e non è la guida autonoma. Dal luglio 2024 ogni auto nuova venduta nell’Unione deve avere sistemi di assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza; la Commissione stima che salveranno oltre 25.000 vite in Europa entro il 2038.25
Per la guida senza conducente, in Italia, per quanto abbiamo trovato, la base è ancora il decreto «Smart Road» del 2018, che ammette solo sperimentazioni autorizzate con un supervisore a bordo.26 Negli Stati Uniti i taxi senza conducente di Waymo hanno percorso 271 milioni di miglia fino a giugno 2026, secondo l’azienda.27 Uno studio con revisione paritaria, firmato però solo da ricercatori dell’azienda, ha guardato i primi 56,7 milioni (fino a gennaio 2025) e conta il 79% di incidenti con feriti in meno rispetto ai guidatori umani nelle stesse città.28
Intanto in Europa mancano autisti. In Italia gli autisti e i conducenti di veicoli e macchine mobili (camion, autobus, furgoni, auto, treni, navi) sono 711.600 (2025).29 In Europa il 13% dei posti da camionista resta scoperto, 502.000 posti, secondo l’indagine della IRU, l’associazione internazionale delle imprese di trasporto su strada.30
8 · Energia
La corrente dei data center
Nel 2024 i data center del mondo hanno consumato 415 TWh di elettricità, l’1,5% del totale.31 Quelli dell’Unione europea 68 TWh.32
L’Agenzia internazionale dell’energia prevede circa 950 TWh nel 2030, più del doppio. Per l’Unione la Commissione indica 114 TWh, il 3,2% della domanda europea.31, 32 Sono previsioni: la stessa IEA definisce l’incertezza «sostanziale».
In Italia non esiste ancora una statistica ufficiale di quanto consumano i data center. Si sa quanta corrente chiedono: a fine 2024 le richieste di allaccio alla rete di Terna erano circa 30 GW, a giugno 2025 oltre 50 GW, per più di 300 progetti.33, 34 A ottobre 2026 l’amministratore delegato di Terna ha parlato di oltre 100 GW per quasi 600 iniziative, una dichiarazione che non abbiamo trovato in un documento dell’azienda.35 Sono richieste, non impianti costruiti.
9 · Welfare
Meno lavoratori, più pensioni
Oggi in Italia ci sono 37,3 milioni di persone fra 15 e 64 anni, l’età in cui si lavora. Secondo Eurostat nel 2050 saranno 30,6 milioni e nel 2070 27,3.36
La spesa per le pensioni, oggi al 15,2% del PIL, sale fino al 17,1% nel 2041 e resta lì per tre anni. Nel 2050 è ancora al 16,2%, poi scende fino al 14% nel 2070.37
Dove entra l’AI? Le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato non la considerano. Calcolano però che cosa succede se la produttività cresce di 0,25 punti l’anno più del previsto: nel 2070 la spesa per le pensioni scende di circa mezzo punto di PIL (il cerchio nel pannello).37 È questo il ponte fra AI e welfare: passa dalla produttività. Un aumento di quell’entità sta dentro la forchetta della Banca d’Italia, che però guarda solo ai prossimi dieci anni.
10 · Quello che nessuno sa
Le domande senza fonte
Mentre cercavamo le fonti per questa pagina, alcune domande sono rimaste senza una risposta ufficiale. Le teniamo in vista, perché sono quelle su cui si legge di più:
- quanti posti di lavoro l’AI farà guadagnare o perdere all’Italia entro il 2030 o il 2035, al netto;
- come cambiano le pensioni se nelle proiezioni si mette l’AI;
- quanta elettricità consumano oggi i data center italiani;
- quanto investono nell’AI le imprese italiane, misurato da un ente pubblico;
- quanto l’AI potrebbe far risparmiare al Servizio sanitario nazionale;
- che effetto ha già l’AI sul lavoro della pubblica amministrazione;
- se l’AI allargherà o stringerà il divario fra Nord e Sud.
Registro degli aggiornamenti
- : quattro capitoli nuovi (competenze, pubblica amministrazione, sanità, trasporti) e due domande in più senza fonte, con i numeri ricontrollati sui documenti originali.
- : prima pubblicazione, con cinque capitoli (imprese, lavoro, produttività, energia, welfare) e le domande ancora senza fonte. Prima di uscire, i numeri sono stati ricontrollati sui documenti originali.
Fonti
- Eurostat, Artificial intelligence by size class of enterprise (isoc_eb_ai), aggiornamento del 15 giugno 2026. Imprese con almeno 10 addetti. Dati
- ISTAT, Imprese e ICT. Anno 2025, 15 dicembre 2025. p. 3 PDF
- A. Dalla Zuanna, D. Dottori, E. Gentili, S. Lattanzio, An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy, Banca d’Italia, Questioni di Economia e Finanza n. 878, ottobre 2024. Dati sulle forze di lavoro 2023. pp. 15, 22 PDF
- L. Bellomarini e altri, L’adozione dell’intelligenza artificiale: effetti su produttività e politiche a sostegno, Banca d’Italia, Questioni di Economia e Finanza n. 1009, giugno 2026. pp. 5-7, Tavola 3 p. 11 PDF
- Eurostat, Individuals’ level of digital skills (from 2021 onwards) (isoc_sk_dskl_i21), aggiornamento del 17 aprile 2026. Dati
- Decisione (UE) 2022/2481 che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030, 14 dicembre 2022. art. 4 Testo
- Commissione europea, Digital Decade 2026, Country Report: Italy, 17 giugno 2026, nel documento del Consiglio 10476/26 ADD 16. PDF
- OCSE, Do Adults Have the Skills They Need to Thrive in a Changing World? Survey of Adult Skills 2023, dicembre 2024. cap. 2 PDF
- OCSE, Survey of Adult Skills 2023, Country Notes: Italy, 2024, nella copia di INAPP. pp. 1-2 PDF
- Eurostat, Use of artificial intelligence by individuals, Statistics Explained, aprile 2026, e dataset isoc_ai_iaiu. PDF
- Regolamento (UE) 2026/1744, che modifica il regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), 8 luglio 2026. art. 4 sostituito Testo
- ISTAT, Misure di produttività. Anni 1995-2024, 12 dicembre 2025, su dati Eurostat. PDF
- D. Acemoglu, The Simple Macroeconomics of AI, NBER Working Paper 32487, 2024, poi in Economic Policy 40(121), 2025. Stima per gli Stati Uniti. NBER
- ISTAT, Efficienza del sistema giustizia: analisi dei flussi dei procedimenti, anni 2019-2025, 22 giugno 2026. tabella p. 2 PDF
- Legge 23 settembre 2025, n. 132, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025. art. 14 e 15 Gazzetta Ufficiale
- Agenzia delle Entrate, audizione del direttore davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, 29 ottobre 2025. PDF
- OCSE, Government at a Glance 2025, 2025. Dati dell’Italia del 2022. cap. 13 DOI
- OCSE ed European Observatory on Health Systems and Policies, State of Health in the EU. Italy: Country Health Profile 2025, novembre 2025. PDF
- Agenas, Il personale del Servizio Sanitario Nazionale, dati 2023, settembre 2025. PDF
- V. Hernström e altri, risultati dello studio randomizzato MASAI sulla rilevazione dei tumori nello screening mammografico con l’AI, The Lancet Digital Health, 2025. Svezia. PubMed
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- Commissione europea, Mandatory drivers assistance systems expected to help save over 25,000 lives by 2038, 5 luglio 2024. Pagina
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, decreto 28 febbraio 2018, n. 70 («Smart Road»), testo in una copia non ufficiale. artt. 1, 9 e 10 PDF
- Waymo, Safety Impact, dati a giugno 2026. Pagina dell’azienda, senza revisione esterna. Pagina
- K. D. Kusano e altri (Waymo), Comparison of Waymo Rider-Only Crash Rates by Crash Type to Human Benchmarks at 56.7 Million Miles, accettato da Traffic Injury Prevention, 2025. Stati Uniti. Tabella 4 arXiv
- Eurostat, Employed persons by detailed occupation (lfsa_egai2d), gruppo ISCO 83, conducenti di veicoli e operatori di macchinari mobili, aggiornamento del 10 settembre 2026. Dati
- IRU, Global Driver Shortage Report 2025, Truck, Bus and Coach (anteprima), 2026. Indagine fra le imprese. p. 19 PDF
- IEA, Energy and AI, aprile 2025, e Key Questions on Energy and AI, aprile 2026. Caso base. IEA
- Commissione europea, COM(2026) 500, relazione sull’efficienza energetica dei data center nell’UE, 21 settembre 2026. sez. 1 PDF
- Terna, Piano di Sviluppo 2025 della rete elettrica nazionale, marzo 2025. PDF
- Terna, Data center e futuro: la sfida energetica che accende l’Italia, Lightbox, dati al 30 giugno 2025. Pagina
- Teleborsa, «Terna, Monti: oltre 100 GW di richieste di connessione per data center», 14 ottobre 2026, su Borsa Italiana. Dichiarazione dell’amministratore delegato di Terna, non un documento dell’azienda. Notizia
- Eurostat, proiezioni di popolazione EUROPOP2025 (proj_25np), scenario di base, aggiornamento dell’11 giugno 2026. Dati
- Ragioneria generale dello Stato, Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, Rapporto n. 27, luglio 2026. Scenario nazionale base. p. 8, Tab. D p. 16, Tab. I p. 25 PDF
Metodo
Prova forte Statistica ufficiale misurata, o studio randomizzato.
Prova media Modello o proiezione di un ente pubblico, con le ipotesi dichiarate; uno studio solo.
Prova debole Dato estero applicato per analogia, stima di una società privata, dichiarazione non documentata.
Non attribuiamo probabilità nostre al futuro. Quando una fonte fa più scenari li mostriamo tutti. I calcoli fatti da noi sui numeri delle fonti (i livelli a dieci anni della produttività, i quadrati del lavoro arrotondati a centomila persone, il cerchio delle pensioni) sono dichiarati nel testo. I valori nei grafici sono arrotondati a un decimale, quelli dell’energia all’unità.